EVERYDAY LIFE

Una vita sempre connessi, con il rischio di nomofobia. Come affrontare l’educazione digitare dei bambini

By  | 

UN ITALIANO SU TRE VIVE SEMPRE CONNESSO

Oggi vi parliamo della dipendenza dal web, o meglio dagli smartphone. Secondo un’indagine del laboratorio di ricerca ConMe quasi un italiano su tre (circa18 milioni di persone) dai 15 ai 64 anni vive costantemente connesso. Lo smartphone è diventato un’appendice soprattutto delle donne che arrivano sempre più spesso a soffrire della nomofobia ovvero della paura di rimanere senza il “mobile”.

IL TERRORE DI RIMANERE SENZA CONNESSIONE O SMARTPHONE

Non si può insomma concepire la vita senza la comunicazione digitale. Senza lo smartphone si perdono amici, affetti, eventi, appuntamenti, occasioni di studio, di shopping e perfino di lavoro. Quante coppie sono nate e sono finite dall’inizio del millennio grazie a un Sms e quante per WhatsApp? Il rischio di alienazione soprattutto per i giovani che vivono giornate intere dietro a un computer è però reale.
Altri hobby e interessi che non contemplano l’uso di uno schermo vengono accantonati e si rischia la cyber-dipendenza. Molti psicologi negli ultimi tempi si sono proprio specializzati nella cura dei giovani cyber-dipendenti, che trascorrono dalle otto alle quattordici ore al giorno davanti a un pc, a un tablet o uno smartphone.

ipad

IN GIAPPONE IL PROBLEMA E’ SOTTO LA LENTE DELLA SANITA’ PUBBLICA

In altri Paesi del globo la situazione è anche peggiore, in Giappone ad esempio, l’alienazione dei giovani dalla vita reale coinvolge un’elevata percentuale di teenager ed è un problema affrontato dalla sanità pubblica.
Sul web del resto non ci si annoia quasi mai, basta scegliere un settore preferito per evadere e divertirsi. Ma l’importante è sapersi limitare e, questo, come detto, non è sempre facile.

DONNE CON UN OCCHIO AL CELLULARE ANCHE QUANDO FANNO SESSO

Una ricerca del sito alfeminile.com con eBay, su un campione di 3mila donne, ha rilevato abbastanza incredibilmente, che il 29% delle intervistate consulta lo smartphone anche nel corso di un rapporto amoroso. Colpa della donna o del partner? Vien da dire. Sempre tra le 3mila di alfemminile.com, il 12% cambia il telefonino ogni anno, il 21% ogni anno e mezzo.
La categoria più a rischio dipendenza non è però quella delle donne, ma quella dei bambini. I figli degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta e Novanta sono cresciuti con limitazioni sul guardare la televisione. Ora si trovano, da genitori, ad affrontare il problema per i millennials, ma spostato dalla tv su smartphone e monitor.

app

UNO STRUMENTO PER REGOLARE IL RAPPORTO TRA MEDIA E MINORI

L’American Academy of Pediatrics ha pubblicato uno strumento interattivo chiamato «Family Media Plan»  che aiuta i genitori a comprendere quali tipi di media sono più adeguati alla fascia d’età dei loro figli, per quanto tempo nell’arco della giornata.
Non tutti i contenuti multimediali sono pericolosi in ugual misura. Si passa dall’informazione alla musica, dai cartoni ai giochi, fino alla pornografia.

La cura? La comunicazione, verbale e diretta con i bambini rimane l’unica via per superare una distanza altrimenti incolmabile tra chi subisce questo tipo di alienazione. A poco servono le “punizioni” ovvero il sequestro dello smartphone o del pc. Meglio stabilire delle regole, con degli orari in modo da poter alternare l’attività online a quella offline, ovvero del sano sport, il gioco manuale e i compiti.

sociology-essay-computer-and-children

FINO AI 18 MESI NESSUNO SCHERMO

Più in generale, si deve tenere lontani i bimbi da qualsiasi schermo di pc e smartphone fino a 18 mesi, a meno che non si tratti di Skype o Facetime per chiacchiere con qualcuno che vive lontano. Fino a 5 anni un massimo di un’ora al giorno e sempre con un genitore a fianco. Secondo il Censis, oltre la metà dei bambini di 6-7 anni ha tra le mani un tablet e lo utilizza per 1-2 ore al giorno, con punte fino a 3-4 ore, ovvero troppe.

Dagli adolescenti in poi entra il rischio del gioco d’azzardo, sono sempre più numerosi i portali di scommesse e di giochi a soldi online. Ricordiamo che su questi siti, per legge, deve essere presente un link al gioco responsabile con i limiti e le regole. Avvisi espliciti devono esserci sui siti con immagini pornografiche. In questo caso per i genitori sarà sufficiente attivare i vari “blocchi” sulle parole e sui contenuti. La sorveglianza non è mai eccessiva in questi casi, quindi un occhio ogni tanto alla cronologia delle esplorazioni non può fare male.